For the English version of this post, click here.
Quando ho iniziato a interessarmi ai bottoni, la prima domanda è stata “E adesso da dove parto?”. Noi, in un certo senso, conviviamo con i bottoni da sempre, ma quanti di noi si accorgono davvero della loro importanza? O del fatto che alcuni sono delle vere opere d’arte? O di come sono cambiati nel tempo, secondo le mode, secondo i materiali? Ecco allora io ho deciso di partire dalla base. Mi sono affidata a libri e a tutte le risorse online e non, che sono riuscita a recuperare finora per scoprire la loro affascinante storia e per affinare la mia capacità di riconoscerli, collezionarli e valorizzarli.
Un aspetto fondamentale nella mia ricerca sono le immagini. Da subito ho capito che avevo bisogno di VEDERE i bottoni. Anche solo attraverso lo schermo di un computer, ho bisogno di osservare ogni loro dettaglio, cercare anche di immaginarne la sensazione al tatto. E allora ho iniziato a raccogliere risorse online dove è possibile trovare e studiare questi piccoli tesori. Ho scoperto così archivi, collezioni e gallerie di immagini dove è possibile osservare da vicino esemplari addirittura risalenti a migliaia di anni fa!
In questo post inizio con alcune “fonti” ben conosciute e facilmente identificabili. Piano piano, ne aggiungerò altre di diverso tipo e in svariate lingue. Non è necessario passare serate intere a guardare bottoni come a volte faccio io, ma vi assicuro che anche una breve occhiata ad alcuni di questi tesori, ne vale davvero la pena.
The Victoria and Albert Museum (V&A) – Londra, UK
Non potevo non partire dall’incredibile collezione del Victoria & Albert Museum di Londra. Potete semplicemente digitare “button” o “buttons” nel campo di ricerca e vi verranno mostrati migliaia di risultati. Avete diverse opzioni per filtrare la vostra ricerca a seconda del tipo di oggetto, materiale, luogo e anche selezionare una finestra di tempo di vostro particolare interesse.
Se nella categoria “Object type“, selezionate “button“, vi appariranno esclusivamente immagini di bottoni singoli o in gruppo, tuttavia, a mio modesto parere, vi consiglio caldamente di non selezionarlo, almeno non subito, ma di navigare tra le migliaia di vestiti, giacche e costumi teatrali che ci sono così da poterli osservare “in contesto”.
The Metropolitan Museum of Art – New York
Attraversiamo l’oceano verso New York per scoprire un’altra risorsa inestimabile. Anche qui potete impostare la vostra ricerca tramite diversi filtri, come tipo di oggetto, materiale e luogo. Ad esempio, guardate che splendore ho trovato selezionando Italy nel campo Geographic Location:

Rimanendo sempre negli Stati Uniti, ecco un altro famoso museo in possesso di una vasta collezione. Il portale offre inoltre una serie di ricerca a tema, come ad esempio “textiles” o “European Decorative Arts“. Inserendo button nello spazio apposito, ci vengono mostrati migliaia di risultati tra cui anche bottoni risalenti a migliaia di anni fa. Ad esempio, selezionando “Ancient Egypt, Nubia and the Near East” nel filtro Collection, potete osservare un bottone risalente al periodo della 18esima Dinastia (1550-1295 a.C)!
Questo è uno dei motivi per cui sono fermamente convinta che gli archivi e le risorse online siano un tesoro inestimabile per preservare il passato.
Ritornando invece nel vecchio continente, ecco Europeana, un portale che porta il Patrimonio Culturale Digitale Europeo direttamente sul vostro schermo. Si tratta di uno strumento immancabile nella mia lista. Un particolare che apprezzo molto del sito – condiviso anche da altre risorse – è la possibilità di trovare tra i vari criteri di ricerca l’opzione “Posso usare questo?“. Grazie a questo campo è possibile sapere immediatamente se potete usare liberamente la risorsa che avete trovato oppure se dovete chiedere permesso o quali sono le condizioni per usarla.
Sostengo con tutto il cuore la condivisione di cultura e conoscenza, ma ritengo anche che si debba farlo sempre dando credito e rispettando le condizioni di uso di qualsiasi materiale vogliamo condividere. In questo modo, si alimenta la curiosità collettiva rispettando l’impegno di chi ha reso disponibili questi archivi. Ad esempio, ecco qui l’immagine di un particolarissimo esemplare che può essere liberamente condivisa ed usata (sempre menzionando la fonte!)

Museum of Ethnography, Sweden – CC BY.
E non dimentichiamo un altro aspetto fantastico di Europeana: si può navigare il sito in diverse lingue!
Descrivere in poche parole cosa rappresenti la National Button Society per il mondo dei bottoni è quasi impossibile. Basti solo sapere che è nata nel 1938, l’anno successivo si è svolta la prima esibizione a Chicago e da allora innumerevoli club sono nati sul territorio statunitense. Il loro obiettivo è sempre stato molto chiaro: si dedicano a diffondere conoscenza sui bottoni, a preservarli e anche a esporli perché sempre più persone vengano a conoscenza di questo piccolo, magnifico mondo. Dedicherò loro più di un post di approfondimento, sperando anche di incontrarli virtualmente o di persona un giorno, per ora vi do solo un assaggio delle loro preziose risorse.
Sotto la pagina Resources, ad esempio, trovate un’inestimabile raccolta di informazioni. Io, in particolare, trovo di impareggiabile valore la sezione dedicata ai materiali grazie alle innumerevoli immagini che permettono di apprezzare ogni dettaglio di questi manufatti. Ma c’è molto di più: video istruttivi, fun facts, eventi e, per coloro che vogliono approfondire gli aspetti più tecnici, una sezione dedicata all’approfondimento di determinati argomenti e nella quale trovate una pagina con un elenco di brevetti. Trovate una lista di nomi, come il brevetto del 1851 Silk Covered Button, che potete poi rintracciare su Google Patent Search: un esercizio che non solo arricchisce la conoscenza tecnica, ma permette di fare un vero e proprio tuffo nel passato, tra le invenzioni che hanno fatto la storia del costume.
Continuerò a condividere risorse in altri post e, nel frattempo, se avete suggerimenti, scrivetemi!
Fonte immagine di copertina: https://www.metmuseum.org/it/art/collection/search/114394 -Public Domain



Leave a reply to Fantastic Buttons and Where to Find Them – Part 1 – PieLilli Cancel reply